Bussola

Concorso esterno nei reati associativi

07 Febbraio 2017 |

Sommario

Inquadramento | La definizione del contenuto del c.d. concorso esterno al vaglio della Cedu | Concorrente esterno: differenze con il “partecipe” al reato associativo | L'elemento soggettivo del “concorso esterno” | Applicazione al “concorrente esterno” delle circostanze aggravanti di cui all'art. 416-bis c.p. | Rapporti con altri reati | Profili processuali | Casistica |

 

Il concorso eventuale nei reati associativi (c.d. concorso esterno) è punito dal nostro ordinamento attraverso il combinato disposto dell'art. 110 c.p. e la norma incriminatrice che prevede la fattispecie associativa. Generalmente ammesso con riguardo alla forma del concorso morale (l'esempio generalmente riportato a supporto è quello dell'ex boss, che istighi il figlio a costituire o a far parte di un'associazione mafiosa), il concorso esterno vede la configurabilità più controversa con riguardo al concorso materiale, a causa dell'affinità della condotta con il ruolo di “partecipe” all'associazione, tale da renderne problematica una differenziazione (Mantovani, Diritto penale, Padova, 2013, p. 564). L'elaborazione della giurisprudenza, a proposito di una più compiuta definizione del ruolo del concorrente esterno, è nel senso di riconoscerne la ricorrenza in capo a quei soggetti che, pur restando estranei alla struttura organizzativa, apportino un concreto e consapevole contributo causalmente rilevante alla conservazione, rafforzamento e al conseguimento degli scopi dell'organizzazione criminale e di sue articolazione settoriali, sempre che sussista la consapevolezza della finalità perseguita dall'associazione a vantaggio del quale è prestato il contributo (Cass. pen., Sez. I,...

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