Bussola

Bis in idem (divieto)

Sommario

Inquadramento | Le ragioni del divieto | I presupposti del divieto: irrevocabilità, eadem persona, idem factum | L'evoluzione del divieto nella giurisprudenza europea; ricadute sul diritto interno | Aspetti processuali nei casi di assenza di definitività della sentenza | Deducibilità in sede di legittimità | Divieto di ne bis in idem e reati tributari |

 

Chi è stato già giudicato non può essere sottoposto ad un secondo giudizio che abbia ad oggetto il medesimo fatto. Il divieto, previsto dall’art. 649 c.p.p., ha portata più ampia di quella stabilita ad litteram dalla norma, in quanto si estende anche alle sentenze non definitive ed è riconducibile al principio generale che vieta la duplicazione dell’azione conto lo stesso imputato. Il divieto, in altri termini, “consuma” la successiva azione e quindi il potere di ius dicere in ordine all’identica regiudicanda. Ne segue che, sull’identità del fatto, la domanda andrà dichiarata “improcedibile” e il giudice dovrà pronunciarsi per il non luogo a procedere (ex artt. 529 o 425 c.p.p.) ovvero con decreto di archiviazione laddove l’azione penale non sia stata ancora esercitata.

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