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Anonimi (documenti)

Sommario

Inquadramento | Anonimo formale e sostanziale | I documenti anonimi dichiarativi | Ambito di operatività del divieto d'uso | Le eccezioni: la provenienza da parte dell'imputato e il corpo del reato |

 

Il termine anonimo compare nel codice in due distinte disposizioni: nell'art. 333, comma 3, c.p.p., relativamente alle denunce e nell'art. 240 c.p.p., riguardo ai documenti. Nel caso delle denunce anonime il codice si limita a fissare un divieto d'uso il quale non ha però natura assoluta. Ciò che la previsione mira ad escludere è la possibilità di impiegare l'anonimo quale notitia criminis o quale fondamento di atti coercitivi (es. perquisizioni, sequestri, misure cautelari) oltre che naturalmente il suo impiego a fini probatori. Il divieto non copre, invece, la possibilità di impiegare l'anonimo a fini orientativi delle indagini ossia quale presupposto euristico di una attività pre-procedimentale che può condurre all'apertura di un procedimento (Cass. pen., Sez. VI, 21 settembre 2006, n. 36003; Cass. pen., Sez. IV, 17 maggio 2005,n. 30313 ; Cass. pen., Sez. VI, 21 aprile 1998, n. 5843; Cass. pen., Sez. IV, 22 dicembre 1995, n. 4308; Cass. pen., Sez. III, 8 marzo 1995; Cass. pen., Sez. VI, 5 maggio 1994). Del resto, una diversa interpretazione che estendesse l'inutilizzabilità dell'anonimo alla sfera extra o pre-procedimentale si porrebbe in contrasto con la disciplina codicistica complementare (artt. 109 disp. att. e 5 reg. att.) che prescrive la registrazione e la conservazi...

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