Bussola

Accompagnamento coattivo

23 Luglio 2015 |

Sommario

Inquadramento | Casi applicativi | Il procedimento | Casistica |

 

L’accompagnamento coattivo, la cui disciplina generale è rinvenibile all’interno dell’art. 132 c.p.p., è un istituto attraverso il quale l’autorità giudiziaria esercita un potere di coercizione personale ai fini dell’accertamento di un fatto. Tale norma costituisce una specificazione dei poteri coercitivi del giudice previsti e disciplinati in via generale dall’art. 131 c.p.p. Ragionando sull’analogo istituto previsto nel codice di rito del 1930, la prevalente dottrina aveva ricondotto il fenomeno nel campo delle restrizioni della libertà personale, pur sottolineandone la limitata dimensione coercitiva derivante dalla temporaneità degli effetti e dal suo collegamento con esigenze processuali anziché cautelari o di esecuzione della pena. La nuova formulazione della norma ha disciplinato unitariamente il procedimento per l’applicazione dell’istituto e le garanzie per evitare che tale privazione della libertà dell’imputato si trasformi in una forma di criptocustodia uscendo, quindi, dalla sua ratio giustificativa.

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