Bussola

Accompagnamento coattivo

13 Novembre 2018 |

Sommario

Inquadramento | Casi applicativi | Il procedimento | Casistica |

 

L’accompagnamento coattivo, la cui disciplina generale è rinvenibile all’interno dell’art. 132 c.p.p., è un istituto attraverso il quale l’autorità giudiziaria esercita un potere di coercizione personale ai fini dell’accertamento di un fatto. Tale norma costituisce una specificazione dei poteri coercitivi del giudice previsti e disciplinati in via generale dall’art. 131 c.p.p. Ragionando sull’analogo istituto previsto nel codice di rito del 1930, la prevalente dottrina aveva ricondotto il fenomeno nel campo delle restrizioni della libertà personale, pur sottolineandone la limitata dimensione coercitiva derivante dalla temporaneità degli effetti e dal suo collegamento con esigenze processuali anziché cautelari o di esecuzione della pena. Poi, con la nuova formulazione dell’istituto, si tentò di superare ogni ambiguità, da un lato collocando la relativa disciplina in un contesto diverso rispetto a quello delle misure coercitive dall’altro disciplinando unitariamente il procedimento applicativo e le connesse garanzie onde evitare che la privazione delle libertà dell’imputato si trasformasse in una forma di criptocustodia, del tutto avulsa dalla sua ratio giustificativa

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