Bussola

Abuso di ufficio

Sommario

Abstract | Bene giuridico | Soggetti attivi | Elemento soggettivo. Il dolo generico intenzionale | (Segue). Rapporti fra dolo intenzionale e concomitante fine pubblico | Rilevanza dell'errore sulle norme extrapenali che delimitano l'abusività della condotta | Condotta | (Segue). La violazione di "norme di legge o di regolamento" | (Segue). Violazione di legge ed ordinanze di necessità e urgenza | Evento. Natura giuridica | Consumazione e tentativo | Clausola di sussidiarietà e concorso di reati |

 

Oggetto di due interventi normativi strutturali, rappresentati dalla l. 86/1990 e in seguito dalla l. 234/1997, il reato di abuso d'ufficio intende evitare ingerenze del potere giudiziario in scelte, anche di merito, riservate per legge alla pubblica amministrazione, negando al giudice penale la possibilità di invadere l'ambito della discrezionalità amministrativa che il Legislatore ha ritenuto, anche per esigenze di certezza del precetto penale, di sottrarre a tale sindacato. Le finalità del Legislatore del 1997 erano analoghe a quelle che animavano l'intervento del 1990: restringere l'area degli illeciti amministrativi che avessero rilevanza penale e, quindi, limitare i rischi legati al tasso di indeterminatezza della fattispecie; delineare con precisione il fatto di reato, scolpendo in maniera più oggettiva i comportamenti punibili, per lungo tempo legati ad un indeterminato concetto di “abuso”; limitare l'indebita ingerenza del giudice penale in settori riservati istituzionalmente alla discrezionalità amministrativa della P.A. Da ultimo, con legge 190/2012 la fattispecie è stata oggetto di nuovo intervento sul piano sanzionatorio con un innalzamento dei limiti edittali e prevendendo, dai precedenti sei mesi e tre anni, gli attuali limiti di un anno e quattro anni nel massi...

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