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Rapporti tra giudizio penale e processo civile: vigono i principi di autonomia e separazione

18 Luglio 2019 |

Cass. civ., Sez. III, 21 marzo (dep. 15 luglio 2019), n. 18918

Esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18918, è tornata a pronunciarsi sul rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, il quale è improntato ai principi di autonomia e separazione. Si afferma infatti che:

«In materia di rapporti tra giudizio civile e penale, l’art. 652 c.p.p., innovando rispetto alla disciplina di cui al previgente sistema, fondato sulla prevalenza del processo penale su quello civile, si ispira al principio della separatezza dei due giudizi, prevedendo come regola generale che il giudizio civile di danno debba essere sospeso soltanto allorchè l’azione civile, ex art. 75 c.p.p., sia stata proposta dopo la costituzione di parte civile in sede penale o dopo la sentenza penale di primo grado, in quanto esclusivamente in tali casi si verifica una concreta interferenza del giudicato penale nel giudizio civile di danno, che pertanto non può pervenire anticipatamente ad un esito potenzialmente difforme da quello penale in ordine alla sussistenza di uno o più dei comuni presupposti di fatto» (così, anche, Cass. civ., n. 15470/2018).

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