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L'abuso di relazioni di prestazioni d'opera è configurabile con riferimento al contratto di ricevitoria

03 Luglio 2018 |

Cass. pen. Sez. II, 2 marzo 2018 (dep. 7 giugno 2018), n. 25912

Circostanze del reato

«Il contratto di ricevitoria, in virtù del quale una società abbia concessa a un soggetto la licenza di gestire un'agenzia per la raccolta di scommesse sportive, comporta l'insorgere tra le parti di relazioni di prestazione d'opera che possono integrare la circostanza aggravante di cui all'art. 61, comma 1, n. 11 c.p.»

Il principio è stato affermato da Cass. pen., Sez. II, n. 25912/2018, la quale ha altresì specificato che «l'abuso di relazioni di prestazioni d'opera che integra la circostanza aggravante di cui all'art. 61 c.p., comma 1, n. 11, è configurabile in presenza, tra le parti, di rapporti giuridici:

  • fondati sulla reciproca fiducia, quando questa agevoli la commissione del reato, anche in difetto di un vincolo di subordinazione o di dipendenza ...
  • ... e che comportino, a qualunque titolo, un vero e proprio obbligo (e non una mera facoltà) di facere».

Con tali motivazioni la S.C. ha dichiarato infondato il ricorso dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma confermativa della sentenza con cui il tribunale capitolino lo dichiarava colpevole di appropriazione indebita della quota scommesse che , in quanto titolare di una ricevitoria avrebbe dovuto corrispondere alla licenziataria condannandolo alla pena ritenuta di giustizia, con le statuizioni accessorie».

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