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La particolare tenuità del fatto non impedisce l’arresto

22 Giugno 2018 |

Cass. pen., Sez. III, 15 giugno 2018 (dep. 20 giugno 2018), n. 28522

Particolare tenuità del fatto

L’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. non rientra tra le cause di non punibilità ostative all’arresto di cui all’art. 385 c.p.p.

Il principio è stato affermato da Cass. pen., Sez. III, sentenza n. 28522, depositata il 20 giugno 2017.

Il giudice della convalida dell’arresto in flagranza deve, infatti, operare un giudizio ex ante, avendo riguardo alla situazione in cui la polizia giudiziaria ha provveduto, senza tener conto degli elementi non conosciuti o non conoscibili della stessa, che siano successivamente emersi.

Al giudice in sede di convalida non competono i controlli aventi a oggetto la gravità indiziaria, le esigenze cautelari nonché l’apprezzamento sulla responsabilità. La sua verifica dovrà limitarsi all’osservanza dei termini previsti dagli articoli 386, comma 3, e 390, comma 1, c.p.p. e alla sussistenza dei  presupposti legittimanti l’eseguito arresto ossia valutare la legittimità dell’operato della polizia sulla base di un controllo di ragionevolezza, in relazione allo stato di flagranza e all’ipotizzabilità di uno dei reati richiamati dagli artt. 380 e 381 c.p.p.

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