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Inammissibile l’istanza di rinvio per legittimo impedimento avanzata via PEC dal difensore dell’imputato

16 Gennaio 2020 |

Cass. pen., ud. 25 settembre 2019, (dep. 14 gennaio 2020), n. 1056

Notifiche telematiche

Dichiarazione via PEC dell’adesione all’astensione. La Corte d’Appello di Firenze confermava la decisione del GIP di Terni con cui l’imputato era stato dichiarato colpevole del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
La decisione è stata impugnata con ricorso in Cassazione deducendone la nullità per l’omesso rinvio dell’udienza nonostante il difensore di fiducia avesse comunicato l’adesione all’astensione proclamata dall’UCPI mediante dichiarazione inviata a mezzo PEC.

 

Negata l’ammissibilità. Richiamando i più recenti arresti giurisprudenziali, il Collegio ricorda che nel processo penale è inibita alle parti privata l’utilizzazione della PEC per comunicazioni, notificazioni ed istanze in virtù del chiaro disposto normativo di cui all’art. 16, comma 4, d.l. n. 179/2012, conv. in l. n. 221/2012. Esclude dunque l’ammissibilità dell’istanza di rinvio per legittimo impedimento avanzata a mezzo PEC da parte del difensore di fiducia.

 

Orientamento opposto. Il provvedimento dà atto del contrapposto orientamento secondo cui la richiesta di rinvio dell’udienza per legittimo impedimento del difensore inviata a mezzo PEC non è né irricevibile né inammissibile, anche se tale irregolare modalità di trasmissione comporta l’onere per la parte che intenda dolersi in sede di impugnazione dell’omesso esame della sua istanza, di accertarsi della regolare ricezione della mail e della tempestiva sottoposizione al giudice procedente. Onere che peraltro nel caso di specie non risulta soddisfatto.
Rimanendo però fedele al dettato normativo, il provvedimento in commento esclude la possibilità di estendere anche ai difensori la possibilità di utilizzare la PEC per comunicazioni od istanze e rigetta dunque il ricorso.

 

Fonte: ilprocessotelematico.it

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