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In Gazzetta le norme per la tutela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro componenti

10 Luglio 2017 | Delitti contro l’amministrazione della giustizia

È stata pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 157 del 7 luglio 2017 la legge 3 luglio 2017, n. 105, Modifiche al codice penale, di procedura penale e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, a tutela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro componenti.

L’art. 1 della legge estende il catalogo dei soggetti passivi del reato di cui all’art. 388 c.p., ricomprendendovi anche i singoli componenti di Corpi politici, amministrativi e giudiziari o di una qualsiasi amministrazione. Parallelamente è stata novella la rubrica del menzionato articolo,  modificato in Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ai suoi singoli componenti. Tale reato viene altresì inserito tra i delitti non colposi per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Si prevede inoltre l’introduzione dell’art. 399-bis c.p., Circostanza aggravante. Atti intimidatori di natura ritorsiva ai danni di un componente di un corpo politico, amministrativo o giudiziario secondo il quale: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, le pene stabilite per i delitti previsti dagli articoli 582, 610, 612 e 635 sono aumentate da un terzo alla metà se la condotta ha natura ritorsiva ed è commessa ai danni di un componente di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario a causa del compimento di un atto nell’adempimento del mandato, delle funzioni o del servizio». Tale disposizione non si applica qualora il fatto ivi descritto sia stato causato  da pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato che abbia ecceduto con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni.                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Infine, «chiunque con minacce o con atti di violenza ostacola la libera partecipazione di altri alle competizioni elettorali» soggiace alla pena prevista al comma 1, art. 90 del T.U. delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali

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