Indagini scientifiche

Geologia forense. La falsificazione dei materiali geologici preziosi

Sommario

Abstract | Introduzione | Le gemme e le pietre preziose | Le caratteristiche e la falsificazione delle gemme | I metalli preziosi | Le caratteristiche e la falsificazione dei metalli e delle leghe preziose | I fossili | La falsificazione dei fossili | Criticità dell'indagine | Guida all'approfondimento | Affiliation |

Abstract

Numerose tipologie di materiali geologici di valore, fra i quali le gemme, i fossili rari, le pietre e i metalli preziosi sono sovente utilizzati in attività illecite e, di conseguenza, in diverse circostanze, possono ricoprire un ruolo primario come elementi di prova.

Le gemme e i metalli preziosi non attirano l’uomo solo per la loro bellezza; l’alto valore economico, le piccole dimensioni e la relativa non tracciabilità hanno fatto si che tali materiali siano anche estremamente allettanti per la criminalità organizzata. Infatti, a causa della tracciabilità dei movimenti bancari, le associazioni criminali utilizzano i preziosi come merce di scambio per il traffico di armi, droga e per tutti quei reati che presuppongono una transazione monetaria.

Introduzione

Lo studio di numerose tipologie di materiali geologici, fra i quali i minerali, le rocce e i fossili, è considerato di interesse forense perché tali oggetti sono sovente utilizzati nello svolgimento di attività illecite e, a volte, possono ricoprire un ruolo primario come elementi di prova.

I materiali geologici sono indispensabili per il compimento di svariate attività umane e da sempre l’uomo ha considerato tali materiali come una risorsa primaria. Alcuni minerali, come per esempio il talco, lo zolfo e l’amianto, vengono estratti e utilizzati tali quali; altri, invece, per ottenere materiali utilizzabili nei più svariati campi di applicazione devono subire specifici trattamenti chimico-fisici. Infine, un congruo numero di materiali geologici, data la loro bellezza e rarità, vengono impiegati come oggetti decorativi, di oreficeria e di ornamento; questi sono le pietre preziose e le gemme, i metalli preziosi ed i fossili rari.

Le gemme e i metalli preziosi non attirano l’uomo solo per la loro bellezza; infatti, l’alto valore economico, le piccole dimensioni e la relativa non tracciabilità hanno fatto si che tali materiali siano anche di estremo interesse per la criminalità organizzata. A causa della tracciabilità dei movimenti bancari a livello nazionale ed internazionale, le associazioni criminali utilizzano i preziosi come merce di scambio per il traffico di armi, droga e per tutti quei reati che presuppongono una transazione monetaria. Inoltre, tali preziosi, come anche le opere d’arte, sono diventati una nuova forma di investimento dei proventi di associazioni criminali e di riciclaggio di denaro sporco.

Il riciclaggio, come anche la ricettazione di gemme e metalli preziosi avviene anche attraverso numerosi negozi “Compro Oro” aperti dalla criminalità organizzata, i quali, oltre a riciclare denaro guadagnato con lo spaccio di droga e lo sfruttamento della prostituzione, perpetrano truffe a danno dei clienti sottraendo diversi grammi al peso effettivo dei preziosi.

Tali aspetti hanno fatto aumentare vertiginosamente il traffico illegale di questi materiali preziosi che coinvolge principalmente paesi quali la Cina, la Russia e numerosi paradisi fiscali. Ai reati sopraelencati si associano quelli relativi alla falsificazione ed alla imitazione delle gemme, dei fossili rari e dei metalli preziosi e delle loro leghe nella produzione di gioielli, lingotti, monete ed oggetti vari (quando vi è il presupposto del dolo). 

Le gemme e le pietre preziose

Le gemme sono particolari tipi di minerali e, molto meno sovente, rocce che, per via della loro rarità e bellezza, possono raggiungere un valore monetario molto alto. La differenza tra pietra preziosa e gemma è che la prima è generalmente un minerale dal quale si può ottenere una gemma mentre la seconda è una pietra preziosa opportunamente lavorata per poter essere utilizzata in gioielleria. 

 

 

Fin dal periodo neolitico, l’uomo ha mostrato interesse per le pietre preziose utilizzandole come ornamenti e come oggetti a cui attribuire virtù magiche e spirituali. Dalla preistoria ad oggi, ogni popolo ha lasciato testimonianza del suo interesse per la bellezza e l’uso delle pietre preziose, e della pratica di come falsificarle. Infatti, già nei tempi antichi era prassi falsificare le gemme: le prime testimonianze su come esaltare l’aspetto dei materiali gemmologici sono dell’epoca minoica (1700 – 1450 a.C.). Con il passare dei secoli, con le nuove conoscenze dei materiali e con sviluppo di tecniche chimico-fisiche, si è passati ad una vera e propria sostituzione delle gemme utilizzando materiali di valore inferiore.

 

Case Report

Una delle truffe di preziosi più popolari degli ultimi anni, perpetrata in varie regioni italiane a danno di numerosi anziani, è la cosiddetta truffa del marinaio, che, anche se con diverse variazioni sul tema, si svolge con una messa in scena di tre personaggi facenti parte di bande di truffatori: un sedicente marinaio straniero, un finto traduttore e un orafo, pronto a valutare la merce. La più recente truffa di questa tipologia è stata perpetrata a danno di un sessantaquattrenne della provincia di Trapani.

La vittima viene avvicinata da un marinaio francese sulla trentina (primo truffatore) che gli chiede come raggiungere l’ufficio informazioni del luogo. Il sessantaquattrenne, non riuscendo ad aiutare il marinaio, approfitta della presenza di un passante (secondo truffatore) per chiedere indicazioni e questi, presentandosi come ferroviere, gli dice di conoscere l’ufficio mettendosi a disposizione del marinaio francese in difficoltà. Il marinaio sostiene di dover raggiungere quell’ufficio per poter vendere alcuni diamanti (che è riuscito a far passare dalla frontiera spagnola in virtù del suo status di marinaio) per guadagnare del denaro per tornare a casa. Il ferroviere, incuriosito da tale circostanza, si intromette nella conversazione e, affermando di conoscere un gioielliere del luogo (terzo truffatore) in grado di stimare il valore dei gioielli, si allontana. Il ferroviere ritorna dopo pochi minuti in compagnia dell’intermediario, il quale, con aria professionale, invita i presenti a salire, con molta discrezione, nella sua auto per concludere l’affare che, secondo lui, non può essere inferiore a 14.000 euro. A questo punto, il marinaio scoppia a piangere dicendo che si accontenterebbe anche di una somma minore. Il gioielliere esce dall’auto e si allontana. Il ferroviere, invece, propone al marinaio un’offerta di 7.000 euro, che però non ha con sé al momento. La vittima, approfittando della mancanza di liquidità del ferroviere e temendo di perdere un affare, raggiunge un bancomat, preleva 1.500 euro riuscendo ad aggiudicarsi la merce. Fatto ritorno a casa il sessantaquattrenne si insospettisce e, dopo aver fatto valutare la merce, si rende conto che, invece di aver acquistato dei preziosi diamanti, ha speso una ingente somma per delle pietre di zircone del valore di circa 15 euro l’una.

 

 

 

Le caratteristiche e la falsificazione delle gemme

Le caratteristiche principali necessarie per stimare il valore delle gemme e per determinarne l’eventuale falsificazione sono la purezza, il carato ed il taglio (per approfondire tematiche specificatamente gemmologiche, si rimanda la trattazione a testi specifici, alcuni dei quali inseriti nella Guida all’approfondimento). Anche il colore è una caratteristica che permette di identificare una gemma ma frequentemente gemme che appartengono ad una stessa specie mineralogica possono avere colori completamente differenti; inoltre, il colore è una delle caratteristiche più facilmente falsificabili, quindi è opportuno non orientarsi solo in base ad esso per caratterizzare le gemme.

 

Dottrina e protocolli

La purezza di una gemma si riferisce al suo grado di pulizia interna, vale a dire alla natura, al numero, alla disposizione ed al formato delle inclusioni e delle distorsioni strutturali.

Le inclusioni sono dei segni distintivi, che possono essere superficiali o interni, che si presentano naturalmente sulle gemme e che si formano durante il processo di cristallizzazione del minerale, non fanno necessariamente diminuire la bellezza delle gemme

Generalmente, il grado di purezza è basato su cosa è visibile sotto una lente di ingrandimento 10x. Nei diamanti maggiore è la purezza più alto è il valore della gemma.

Il carato rappresenta l’unità di misura delle pietre preziose ed equivale ad un quinto di grammo. Il carato è una antica unità di misura che deve il suo nome al tradizionale uso dei semi di carrubo per pesare le gemme. Il seme di carrubo in arabo è detto qirat, termine che deriva dal greco keration; da qui il nome carato. In genere, a parità di altre caratteristiche, maggiore è il peso della gemma più essa è rara, e, quindi, più alto il suo prezzo al carato.

Il taglio di una pietra preziosa rappresenta la lavorazione per esaltarne la bellezza e quindi incide sul valore monetario della gemma finale. Esistono numerosi tipi di taglio la cui scelta dipende principalmente dalla tipologia, dalla grandezza e dalla forma originaria della pietra che si vuole tagliare. La scelta del taglio deve inoltre lasciare inalterati i gradi di purezza e di proporzione della pietra preziosa, oltre che evitare la perdita di congrue quantità di materiale. Il taglio di una gemma è determinato da tre elementi: brillantezza, proporzioni e finitura. A seconda della combinazione di questi elementi il taglio viene classificato come ottimo, buono, standard o mediocre. 

 

 

 

La falsificazione delle gemme viene eseguita secondo tre principali metodologie: l’esaltazione, la sintesi e la sostituzione.

L’esaltazione è una tecnica che permette di abbellire le gemme, esaltandone i caratteri già presenti o nasconderne i difetti, al fine di trasformare artificialmente un esemplare scadente in uno più pregiato. L’esaltazione, utilizzata già da diversi secoli, viene eseguita principalmente per migliorare o modificare il colore delle gemme. Altri tipi di esaltazione riguardano procedimenti finalizzati a nascondere i difetti chiaramente visibili, come le fratture o fessurazioni. Esse consistono nel riempire le cavità e le fessure e/o nel rivestire la gemma con sostanze estranee e nella permeazione di fratture con liquidi oleosi.

La sintesi delle gemme consiste nel riprodurre artificialmente esemplari che possiedono le stesse proprietà chimiche, fisiche e ottiche dei corrispondenti naturali. Il procedimento di sintesi più diffuso consiste nel fondere un materiale di composizione uguale a quello del minerale che si vuole imitare; a questo vengono aggiunti ossidi che conferiscono la colorazione voluta. Infine, il materiale si lascia raffreddare lentamente cristallizzando. I metodi di sintesi hanno raggiunto tecniche talmente avanzate da ottenere prodotti quasi perfettamente identici ai loro corrispondenti naturali al punto da non poterne facilmente distinguere le differenze.

La sostituzione consiste nello scambiare le gemme più pregiate con pietre naturali di minor valore o con materiali artificiali. Infine, una tecnica che permette di risparmiare o sostituire materiale pregiato con materiale di poco pregio è quella del doppietto, che consiste nella realizzazione di una gemma composta da due parti: una superiore, che è una pietra pregiata, incollata inferiormente ad un alto materiale di minor pregio.

 

Dottrina e protocolli

Il diamante è la pietra preziosa più ricercata e più usata in gioielleria in qualsiasi parte del mondo. I criteri di valutazione del diamante si basanosulla purezza, il colore, il taglio ed il peso. Il grado di purezza ed il colore dei diamanti vengono stabiliti in base a scale coniate dal Gemmological Institute of America che vengono utilizzate in tutto il mondo.

Le falsificazioni e le imitazioni di questa gemma sono numerose e di differenti tipologie. Da diversi anni, si ottengono diamanti sintetici da grafite trattata ad alte pressioni ed alte temperature; queste procedure, tuttavia, possono richiedere costi superiori a quelli dei diamanti grezzi naturali. Negli ultimi anni un nuovo prodotto di sintesi chiamato moissanite ha minato il mercato dei diamanti. La moissanite ha infatti caratteristiche molto simili a quelle del diamante ma un costo di gran lunga inferiore rispetto a quello di un diamante di equivalente qualità. Un altro prodotto sintetico che viene comunemente utilizzato per sostituire il diamante è la zirconia cubica.

Spesso l’imitazione del diamante avviene per sostituzione con gemme di minor valore, le cui proprietà fisico-ottiche sono simili a quelle del diamante, o addirittura con vetri pregiati.

 

Le pietre di colore, il loro valore non si basa sul grado di colore e di purezza ma su altre caratteristiche quali l’intensità del colore, la tonalità, la trasparenza, la brillantezza e il taglio. Le gemme di maggior valore, dopo il diamante, sono il corindone ed il berillo.

Il corindone presenta una vasta gamma di colori, tuttavia gli esemplari rossi (rubini) ed azzurri (zaffiri) rappresentano gli individui più pregiati e di conseguenza più falsificati. Il rubino e lo zaffiro venivano sintetizzati già a metà ottocento, seppur con poco successo, e nei primi anni del novecento vennero prodotti esemplari sintetici di qualità accettabile. Nei tentativi di imitazione con pietre di minor pregio, il rubino è generalmente sostituito con lo spinello rosso e la tormalina, mentre lo zaffiro con lo spinello blu e la cianite.

Il berillo ricopre un ruolo importante nella gemmologia per i suoi magnifici esemplari verdi (smeraldi)e azzurri (acquamarina). Lo smeraldo subisce spesso tentativi di falsificazione con esemplari sintetici o idrotermali e viene imitato sostituendolo con pietre di minor valore. Sotto l’aspetto della domanda e della diffusione sul mercato, l’acquamarina è la quinta pietra più importante. La pietra di minor valore con la quale viene sostituita è generalmente il topazio azzurro, ma vengono utilizzati anche il quarzo blu, lo zaffiro sintetico, lo zircone blu e le paste vitree.

 

Le gemme preziose di origine organica (prodotte da organismi animali o vegetali) sono le perle, il corallo, l’avorio e l’ambra. Anch’esse sono soggette a numerose tipologie di falsificazione. Per esempio, l’ambra di interesse gemmologico, che ha una età variabile tra i 10 ed i 45 milioni di anni, oltre ad essere falsificata con resine sintetiche polimerizzate, viene sostituita con resine naturali non fossilizzate che vengono riscaldate e successivamente pressate per conferire loro un aspetto più invecchiato.

 

Case Report

Gli smeraldi colombiani sono famosi in tutto il mondo per la loro qualità, bellezza e tonalità di verde, che gli esperti considerano di lucentezza ideale. In ragione dell’elevato valore degli smeraldi colombiani, la loro falsificazione è molto frequente sia nel mercato internazionale che locale. La falsificazione locale è molto comune in determinati quartieri del centro di Bogotà, dove vi sono numerosi di negozi che commerciano tali gemme. La falsificazione più utilizzata è quella del doppietto in cui alla gemma vera, generalmente di bassa qualità, viene incollato un volume di resina colorata che aumenta le dimensioni dell’esemplare finale. Generalmente la falsificazione per mezzo del doppietto viene facilmente individuata perché le due parti (gemma vera e parte aggiunta) hanno differenti caratteristiche fisiche, come la durezza, analizzabili in via speditiva.

Generalmente la durezza si saggia semplicemente incidendo l’esemplare con una lama di acciaio, se esso si riga la sua durezza è ascrivibile a minerali poco pregiati, dal punto do vista gemmologico, o ad altri materiali, quali vetri o plastiche.

 

Dottrina e protocolli

I metodi analitici utilizzati per studiare le gemme e le pietre preziose e per stimare il loro valore monetario consistono in:

  • misura dell’indice di rifrazione;
  • misura del peso specifico;
  • misura della durezza;
  • misura della caratura;
  • studio dei caratteri significativi: colore, purezza e taglio;
  • analisi chimico-fisiche sulle gemme al fine di studiarne le caratteristiche di dettaglio, non determinabili con analisi speditive o con basso potere di ingrandimento.

I metalli preziosi

I metalli, a seconda della loro stabilità chimica, si distinguono in metalli preziosi e metalli comuni.

I metalli preziosi sono particolarmente resistenti dal punto di vista chimico e possiedono caratteri fisici particolarmente importanti, quali per esempio la duttilità, ossia la capacità di sopportare deformazioni senza giungere alla rottura. In campo commerciale vengono considerati metalli preziosi l’oro, l’argento, il platino ed il palladio

 

Le caratteristiche e la falsificazione dei metalli e delle leghe preziose

I metalli preziosi puri sono troppo teneri e malleabili per la produzione di gioielli ed oggetti, per tale motivo essi vengono legati con altri metalli che ne migliorano la resistenza e la lavorabilità. Poiché ad un esame speditivo non è possibile verificare il contenuto di metallo prezioso presente in una lega, la legislazione italiana (d.lgs. 22 maggio 1999, n. 251, Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi e d.P.R. 30 maggio 2002, n. 150 Regolamento d’attuazione, che sostituiscono la vecchia legge 30 gennaio 1968, n. 46) in materia prevede che sugli oggetti realizzati con i metalli preziosi e le loro leghe debbano essere obbligatoriamente incisi almeno due marchi che costituiscono la cosiddetta designazione: l’indicazione del titolo ed il marchio di identificazione

 

Dottrina e protocolli

Il titolo di una lega è espresso in millesimi ed indica il rapporto tra la massa del complesso dei metalli componenti la lega ed il contenuto di metallo prezioso puro.

Per esempio, una lega a titolo 800‰ conterrà 800 parti di metallo fino e 200 parti di altri metalli (il titolo espresso in carati non viene più utilizzato anche se per l’oro è ancora molto diffuso: l’oro 18 carati è una lega che contiene 18 parti di oro puro su 24, dove per 24 carati si intende il metallo puro).

Le cifre del titolo vengono incise all’interno di una figura geometrica la cui forma indica il tipo di metallo puro utilizzato nella lega (per esempio per l’argento viene utilizzato un ellisse)

Il marchio di identificazione è rappresentato da un poligono contenente una stella a cinque punte, da un numero univoco attribuito all’azienda produttrice dalla Camera di Commercio e dalla sigla della provincia in cui l’azienda risiede. Attraverso il marchio di identificazione è possibile risalire al produttore, quindi, al soggetto legalmente responsabile della rispondenza del titolo dichiarato sull’oggetto.

 

 

 

 

Le falsificazioni dei metalli preziosi comprendono: la sostituzione con metalli meno pregiati e la successiva placcatura con il metallo che si vuole imitare, la differente titolazione della lega rispetto a quella indicata, e le designazioni (marchio di fabbrica e titolo).

I lingotti d’oro puro, di peso 400 once che costituiscono lo standard degli scambi interbancari, sono oggetto di numerose falsificazioni. Anni addietro, il procedimento più popolare per falsificare i lingotti d’oro era di aggiungere il rame all’oro o di laminare in oro un volume equivalente di acciaio o di piombo. L’acciaio ed il piombo, tuttavia, hanno un peso specifico inferiore a quello dell’oro, quindi i pezzi falsificati con questo metodo, pesando il 60% in meno dell’originale, erano facilmente identificabili. Negli ultimi anni sono stati scoperti diversi lingotti d’oro falsificati mediante il rivestimento di blocchi di tungsteno con una sottile lamina d’oro puro. Il tungsteno ha un valore monetario molto inferiore a quello dell’oro, ma un peso specifico molto simile, quindi è praticamente impossibile distinguere lingotto d’oro da uno di tungsteno ad un’analisi speditiva.

La falsificazione coinvolge anche i lingotti d’argento, che può essere sostituito dal molibdeno, avendo entrambi pesi specifici molto simili.

 

Case Report

Sembra che le prime falsificazioni con il tungsteno siano avvenute negli Stati Uniti, all’epoca della presidenza Clinton. Nel periodo tra il 1993 ed il 2001, infatti, il governo degli Stati Uniti produsse circa 1.500.000 lingotti di tungsteno da 400 once placcati in oro. La metà di questi lingotti fu immessa sul mercato. Alcuni osservatori avanzano l’ipotesi che la falsificazione sia avvenuta in seguito alle richieste di pagamento dei Buoni del Tesoro USA da parte della Cina, la quale iniziava a temere il deprezzamento dei dollari presenti nei suoi depositi valutari. In seguito, questa falsificazione di Stato ha fornito l’idea a falsari privati che hanno prodotto lingotti falsi aventi l’interno in tungsteno e l’esterno placcato in oro.

 

Dottrina e protocolli

I metodi utilizzati per lo studio e la stima dei metalli preziosi sono osservazioni otticheed analisi chimiche quali:

  • lo studio del titolo della lega;
  • lo studio del marchio di identificazione;
  • analisi chimiche per determinare la titolazione della lega e/o identificare il materiale utilizzato per la falsificazione;
  • analisi chimico fisiche per individuare placcature.

I fossili

I fossili sono resti o tracce di organismi sia vegetali che animali che si sono conservati all’interno dei sedimenti successivamente consolidatisi in rocce. Molti esemplari di fossili hanno raggiunto un valore commerciale molto elevato, dovuto in particolar modo alla loro rarità, allo stato di conservazione e alla loro antichità. Parallelamente alla grande richiesta di mercato di questi esemplari, la loro falsificazione è diventata sempre più frequente ed è migliorata nel tempo al punto da raggiungere livelli così elevati da trarre in inganno, ad un esame speditivo, anche gli esperti. Negli ultimi anni si è sviluppato anche il contrabbando di reperti fossili pregiati, che coinvolgono in particolare scheletri di dinosauri o parte di essi, zanne e denti di mammut, e il cui volume di affari si aggira attorno alle decine di milioni di dollari l’anno.

 

Case Report

Nel 2014, dagli Stati Uniti sono rientrati in Mongolia oltre diciotto scheletri di dinosauri ed altri fossili rubati dal Deserto del Gobi e messi sul mercato di contrabbando internazionale. I reperti restituiti comprendevano esemplari rari e pregiati tra cui due tirannosauri Bataars (specie vicina al maggiormente famoso Tyrannosaurus rex) ed i resti di uno scheletro di Tyrannosaurus rex, di 70 milioni di anni, che era stato venduto all’asta per oltre un milione di dollari, prima che le autorità statunitensi intervenissero su richiesta della Mongolia.

Molti di questi reperti sono entrati illegalmente negli Stati Uniti con documenti doganali falsi, mentre altri sono stati volontariamente ceduti da un collezionista privato.

 

La falsificazione dei fossili

I fossili falsi sono rappresentati da differenti tipologie di esemplari: essi possono essere pezzi riprodotti più o meno fedelmente con materiali vari, pezzi che hanno subito una ricostruzione parziale o un ritocco, come per esempio l'aggiunta di particolari estranei al fossile stesso o la ricomposizione in posizioni anatomiche diverse dall'originale.

In particolare principali metodi di falsificazione comprendono: il rifacimento di parti mancanti, la collocazione del fossile su un pezzo di matrice, l'assemblaggio di pezzi appartenenti a vari individui, la colorazione artificiale e la riproduzione totale. Quest’ultima viene di solito effettuata mediante un calco che può essere prodotto usando vari materiali; generalmente viene utilizzata della resina opportunamente colorata.

 

Dottrina e protocolli

I metodi utilizzati per lo studio dei fossili pregiati e per stimare il loro valore monetario sono osservazioni paleontologiche ed analisi chimiche quali:

  • l’identificazione e la classificazione del reperto in esame;
  • la tafonomia (studio dei processi che vanno dalla morte dell'organismo alla sua fossilizzazione);
  • l’associazione delle specie;
  • analisi chimiche per determinare la natura del materiali di cui sono composti i reperti falsificati;
  • analisi di datazione con i metodi degli isotopi radioattivi e del carbonio 14.

Criticità dell'indagine

Le imitazioni di gemme e pietre preziose con prodotti di sintesi di ultima generazione hanno raggiunto tecniche talmente avanzate da ottenere prodotti quasi perfettamente identici ai loro corrispondenti naturali al punto da non poterne facilmente distinguere le differenze. Lo stesso problema riguarda i fossili. In questi casi, lo specialista in geologia, mineralogia o paleontologia deve utilizzare strumentazione molto avanzata e costosa allo scopo fornire indicazioni certe sulla falsità o meno dell’ esemplare gemmologico/fossile e per raggiungere l’identificazione certa della sintesi. Le analisi chimico-fisiche al fine di studiare le caratteristiche di dettaglio di gemme e fossili, infatti, non sono purtroppo possibili con analisi speditive o con basso potere di ingrandimento.

Per quanto riguarda i metalli preziosi, la criticità dell’indagine consiste nel fatto che quasi sempre gli oggetti da analizzare richiedono analisi irripetibili. Generalmente, infatti, gli oggetti falsificati nascondono le evidenze della falsificazione al di sotto della placcatura che per le analisi dovrà essere rimossa; tale procedimento dato che modifica lo stato dell’elemento di prova, richiede la disposizione dell’articolo 360 del c.c.p..

Guida all'approfondimento

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Affiliation

Rosa Maria Di Maggio, Geologo forense – Geoscienze Forensi Italia, Team Geo Forense

Paola A. Magni, Entomologo forense - Ph.D. Lecturer in Forensic Science, Murdoch University

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