Giurisprudenza sovranazionale

La stretta inviolabilità del rapporto avvocato-detenuto secondo i parametri Cedu

22 Maggio 2019 |

Corte Edu, Sez. II,

Detenzione

Sommario

Abstract | Il caso deciso dalla Corte europea: Altay c. Turchia (N. 2) | Le “questioni al tappeto”: la tutela dei diritti dei detenuti | (Segue). L’esegesi dell’art. 8 Cedu: ombrello di copertura delle violazioni della privacy del detenuto | (Segue). La tutela rafforzata del rapporto avvocato-detenuto | (Segue). L’accessibilità e prevedibilità dell’interpretazione giudiziale | (Segue). Fair trial e audizione del detenuto: art. 6, § 1 Cedu | In conclusione |

 

Con il caso Altay c. Turchia (N. 2), la Corte europea dei diritti dell’uomo torna a pronunciarsi sulla delicata questione del diritto di difesa del detenuto e, in particolar modo, del rapporto con l’avvocato (dalla corrispondenza ai colloqui). La decisione si aggiunge ad una serie di pronunce in merito, con cui la Corte di Strasburgo ha delineato una forma di tutela rafforzata, sotto l’ombrello di copertura dell’art. 8 Cedu (e/o art. 6, § 1 Cedu), in relazione ai momenti cruciali del rapporto tra avvocato e assistito (nella specie recluso).

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