Focus

Il risarcimento del danno per detenzione contraria all’art. 3 Cedu

Sommario

Abstract | L’esigenza di una tutela appropriata della violazione convenzionale | Le caratteristiche della violazione: il dato “spaziale” | Le altre condizioni detentive rilevanti | La valutazione “multifattoriale” della violazione dell’art. 3 Cedu | Il quadro emergente | I “luoghi di detenzione” rilevanti ai fini della violazione | In conclusione | Guida all'approfondimento |

 

In seguito alla sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Torreggiani e al. c./Italia (8 gennaio 2013), l'art. 1, comma 1, d.l. 26 giugno 2014, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 117, ha inserito nella legge di ordinamento penitenziario (l. 26 luglio 1975, n. 354) l’art. 35-ter, che contiene la disciplina dei rimedi risarcitori per ottenere il ristoro del pregiudizio a causa delle condizioni di detenzione inumane e degradanti subite da detenuti e internati, in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu).

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