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Dichiarazioni indizianti rese da persona offesa-indagato connesso o collegato

Sommario

Abstract | Case report | La prevalenza della qualifica di persona offesa e la riduzione dell’ambito applicativo dell’art. 63, comma 2, c.p.p. | Le Sezioni unite De Simone sulla prevalenza della qualifica di imputato connesso o collegato | In conclusione | In conclusione |

 

Con sentenza Cass. pen., Sez. V, 28 maggio 2014, n. 43508, la suprema Corte ha ribadito una massima ormai tralatizia secondo cui le dichiarazioni autoindizianti rese alla polizia giudiziaria da una persona informata sui fatti non sono utilizzabili contro chi le ha rese ma sono pienamente utilizzabili contro i terzi, perché prevale la qualità di teste-persona offesa del reato in relazione al quale si indaga rispetto a quella di possibile coindagato di reato connesso.

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