Contrasti giurisprudenziali

Guida in stato di ebbrezza di veicolo appartenente a terzi. Il raddoppio della sospensione della patente si applica anche al rifiuto di sottoporsi all’alcooltest?

QUESTIONE CONTROVERSA

Vi è contrasto in giurisprudenza in merito all’applicabilità del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, previsto per il reato di guida in stato di ebbrezza dall’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada quando il veicolo appartenga ad un terzo estraneo al reato, anche al reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza (art. 186, comma 7, stesso codice).  

Un orientamento (Cass.pen., Sez. VI, n. 36396/2014; Cass. pen., Sez. IV, n. 15184/2015 e n. 18111/2015) ritiene che al reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza, previsto dall'art. 186, comma 7, cod. strada, non sia applicabile il raddoppio della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato, previsto per il reato di guida in stato di ebbrezza dall'art. 186, comma 2, lett. c), stesso codice: il richiamo alla lett. c) del secondo comma, contenuto nel settimo comma dell'art. 186, sarebbe, infatti, limitato alla pena principale, mentre la sanzione amministrativa accessoria sarebbe quantificata autonomamente, senza alcun richiamo alla disposizione prevista per la guida in stato di ebbrezza. 

Altro orientamento, emerso esclusivamente in seno alla Quarta sezione (sentenze n. 46390/2014 e n. 14169/2015) ritiene, al contrario, che al reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento per le verifica dello stato di ebbrezza, previsto dall'art. 186, comma 7, cod. strada, si applicano le sanzioni amministrative accessorie dettate dal medesimo art. 186, comma 2, lett. c) e, quindi, anche il raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, previsto per i casi in cui il veicolo condotto dall'imputato appartenga a persona estranea al reato.

RIMESSIONE ALLE SEZIONI UNITE

La IV Sezione penale ha rimesso al primo Presidente della Corte suprema di cassazione un ricorso avente ad oggetto la seguente questione ritenuta oggetto di contrasto giurisprudenziale:

Se il raddoppio della durata della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, previsto in relazione alla fattispecie di guida in stato di ebbrezza, nell’ipotesi di cui all’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, quando il veicolo appartenga a persona estranea al reato, si applichi anche nel caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento del tasso di alcool di cui all’art. 186, comma 7, cod. strada, sempre che il veicolo appartenga a persona estranea al reato.  

VALUTAZIONE DEL PRIMO PRESIDENTE

Il primo Presidente della Corte suprema di cassazione ha assegnato alle Sezioni unite, fissando per la trattazione l’udienza del 29 ottobre 2015, un ricorso avente ad oggetto la seguente questione, ritenuta dalla IV Sezione penale oggetto di contrasto giurisprudenziale:

Se il raddoppio della durata della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, previsto in relazione alla fattispecie di guida in stato di ebbrezza, nell’ipotesi di cui all’art. 186, comma 2, lett. c), Cod. strada, quando il veicolo appartenga a persona estranea al reato, si applichi anche nel caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento del tasso di alcool di cui all’art. 186, comma 7, cod. strada, sempre che il veicolo appartenga a persona estranea al reato.  

DECISIONE

All’udienza 29 ottobre 2015, le Sezioni unite penali hanno deciso che:

il raddoppio della durata della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, previsto in tema di guida in stato di ebbrezza relativamente alla fattispecie di cui all’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, quando il veicolo appartenga a persona estranea al reato, non si applica anche nel caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento dello stato di ebbrezza da parte del conducente di veicolo appartenente a persona estranea al reato (art. 186, comma 7, stesso codice). 

 

DEPOSITO DELLA MOTIVAZIONE

In data 24 novembre 2015 sono state depositate le motivazioni delle Sezioni unite con sentenza n. 46624.

 

Sulla questione controversa rimessa alle Sezioni unite v. Questioni rimesse alle Sezioni unite.

Sul principio espresso dalle Sezioni unite v. Decisione delle Sezioni unite.

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