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Reformatio in pejus. Nessun obbligo di rinnovazione dibattimentale del teste subornato

15 Dicembre 2017 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. II, 26 settembre 2017 (dep. 11 dicembre 2017), n. 55068

Reformatio in pejus (divieto di)

L’acquisizione in primo grado delle testimonianze cartolari all’esito dell’incidente previsto dall’art. 500 c.p.p., comma 4, non implica in grado di appello alcun obbligo di rinnovazione dibattimentale, essendo la matrice della cartolarizzazione individuabile nella subornazione, ovvero in una condizione del testimone incompatibile con l’assunzione diretta della prova dichiarativa ...

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La Bussola LA BUSSOLA

Prescrizione del reato

15 Dicembre 2017 | di Sergio Beltrani

La prescrizione, disciplinata dagli artt. 157 – 161 c.p., è una delle cause generali di estinzione del reato; trova il suo fondamento sul venir meno dell’interesse dello Stato alla punizione del reo dopo un determinato lasso di tempo, commisurato alla gravità del reato, e mira ad assicurare la “durata ragionevole” del processo penale (artt. 6 Cedu e art. 111, comma 2, Cost.).

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Intercettazioni per mezzo di captatore informatico: il tribunale può riqualificare il fatto esposto nel decreto del Gip

15 Dicembre 2017 | di Luigi Giordano

Cass. pen., Sez. VI

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Secondo la sentenza delle Sezioni unite Scurato, l'impiego del “captatore informatico” nel corso delle indagini per realizzare intercettazioni tra presenti è permesso nei soli procedimenti di criminalità organizzata. Se il Gip, pur autorizzando dette intercettazioni, non ha ravvisato gli estremi di un illecito che rientra in tale categoria, è ammissibile la riqualificazione giuridica dei fatti da parte del tribunale del riesame ai fini dell'utilizzabilità del materiale probatorio raccolto?

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Violenza sul terreno di gioco. I limiti alla scriminante dell’attività sportiva

14 Dicembre 2017 | di Carlo Cavallo

Trib. Milano

Attività sportiva violenta

La decisione in commento scaturisce dal procedimento penale instaurato a carico di un soggetto chiamato a rispondere delle lesioni personali volontarie (art. 582 c.p.) cagionate, nel corso di una competizione calcistica, a un giocatore della compagine avversaria.

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Contrasti giurisprudenziali Contrasti giurisprudenziali

Il ricorso personale in cassazione in materia cautelare personale dopo la riforma Orlando

14 Dicembre 2017 | di Andrea Pellegrino

Cass. pen., Sez. V,

Ricorso per cassazione

Con ordinanza resa all'esito dell'udienza camerale del 2 novembre 2017, la quinta Sezione penale della Corte di cassazione, preso atto dell'esistenza di un contrasto interpretativo nella giurisprudenza di legittimità, ha ritenuto di dover rimettere alle Sezioni unite la seguente questione di diritto: «se la modifica dell'art. 613 c.p.p., in combinato disposto con quella dell'art. 571 c.p.p., che ha escluso la possibilità di ricorso personale dell'imputato ...

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L’inammissibilità del ricorso per cassazione proposto dall’imputato non ammette eccezioni per il detenuto

13 Dicembre 2017 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. I, 4 ottobre 2017 (dep. 23 novembre 2017), n. 53330

Ricorso per cassazione

La legge 103/2017 ha modificato il sistema delle impugnazioni penali. Tra le varie novità, la riforma ha escluso la facoltà per la parte che è imputata di proporre ...

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La Bussola LA BUSSOLA

Reato permanente

13 Dicembre 2017 | di Francesco Carrelli Palombi

Il reato permanente rappresenta una creazione giurisprudenziale, riscontrabile in quelle situazioni in cui l’offesa al bene giuridico tutelato dall’ordinamento, si protrae nel tempo in virtù di una condotta persistente e volontaria. Nonostante il Legislatore faccia numerosi riferimenti a questa figura di reato (art. 158 c.p., artt. 8 e 382 c.p.p.), manca una definizione univoca dello stesso ed una elencazione dei suoi elementi strutturali. È possibile affermare che si tratta di un reato c.d. di durata, caratterizzato dal fatto che l’evento lesivo e la sua consumazione perdurano nel tempo. L’offesa, pertanto, dovrà essere rivolta nei confronti di un bene che non sia suscettibile di una distruzione definitiva bensì solo di una compressione temporanea come ad esempio la libertà personale nell’ipotesi del reato di sequestro di persona ex art. 605 c.p.

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Focus Focus

La messa alla prova nel procedimento penale degli enti. Quali prospettive?

13 Dicembre 2017 | di Francesca Di Muzio

Responsabilità degli enti

Il d.lgs. 231/2001 sulla responsabilità delle persone giuridiche si caratterizza per una spiccata vocazione preventiva, nel senso che si pone come obiettivo primario il recupero della legalità dell’ente, il quale viene quindi spinto a dotarsi di modelli organizzativi in grado di ridurre al minino – seppur non riducendolo a zero – il rischio di commissione dei reati.

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News News

Quando una sentenza può dirsi “di condanna” ai fini della revisione?

12 Dicembre 2017 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. II, 25 ottobre 2017 (dep. 28 novembre 2017), n. 53678

Revisione

È discusso in Cassazione «se, in caso di sentenza passata in giudicato con la quale l’imputato sia stato prosciolto per prescrizione del reato ascrittogli, ma condannato al risarcimento dei danni a favore della parte civile costituita, sia o no ammissibile il giudizio di revisione».

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La vittima di stalking non avvisata dell’istanza dell’imputato di revoca della misura cautelare non può ricorrere in Cassazione

12 Dicembre 2017 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. V, 17 maggio 2017 (dep. 1 dicembre 2017), n. 54319

Persona offesa dal reato e soggetto danneggiato

Quali sono i rimedi previsti dall’ordinamento a tutela della persona offesa che si veda violato il diritto ad essere avvisata della richiesta effettuata dall’imputato sottoposto a misura cautelare volta a modificare in melius il suo regime de libertate come stabilito dall’art. 299, comma 4-bis, c.p.p.? La questione è stata affrontata da Cass. pen., Sez. V, sentenza n. 54319 del 1° dicembre 2017.

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